PROLOGO
à, compiacenza de' recitanti.
a Vesta bella Cittì, che voi vedete
Di facre atfotna e di fuperbe mura,
Nata in si picciol tempo, e d tanta altezza
Crefciiita, ò Spettatori t è cjuella antica
Et si celebre Tliebe:à cui il dice
EiTere flati Cadmo & Amphione
Padri : e i;!i liabitatori Tuoi primieri
Genti, coìl'arme della Terra nate.
Ciucila è la Greca Thcbe: à cui l'entrata
Aprono fette Porte ,• e fette Torri
Fanno fccura ftanza a' Cittadini.
Quella è Thebe . oh che dko> Anzi purqueft»»
Quella è di certo quella Thebe , madre
Et di Bacco, & di Pcntheo, & d'Athamante,
Et non meno d'Alcide; alle cui memi
Et errore e follia s'indulTcj come
Nella mia di prefente anchor n'ha indulto :
Perche non già diletto hoggi v'apporto;
Ma dolor, pianti, e morte. Hor dunque Voi
Che hauete i cuor gentili e manfueti,
Vfcite fuor di qucfta ftanza, doue
Altro che ira, furor, lagrime, e morti
Non darà il giorno d'hoggi: e quelli c'hanno j
I cuori empi di ferro e di Diamante
RimanganVoli. A gli occhi di coiloro
Dilettofo fpettacol5, &horrenda
Tragedia s'apparecchia . Altero Heroe
Che^qual nouello e piii friggio Phetonte
D'animo generofo al Cicl t'inalzi,
Per lUulliar dall'Otto .all'Occidente 'i_.
Di tua virtù l'vno Hemifperio e l'altro. ''■'■*
Et che rifplender fai quell'ampie ftrade v;\
Pari à quella, che'n Ciel dal Latte h.\ il nome, .
Le Valli alzando, e al pian gettando i Monti, •
Trahendo i Fonti dall'afcofa terra»
E rupi inaccefsibili domando
Per farti ftrada gloriofa al Cielo.
Altero Heroe, cui poco è l'oro e l'oftro,
E'I Piropo del Sole al chiaro meno
Pet cui tua fsma fia col momio «terna :
Ccaoifcit
|