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PROLOGO.
OSTINAZIONE, E CAVALIERO.
0/?. CI Cura il Trìnacrio Cielo
^ O quanto a, gli cechi miei «
Siete propizie, e belle
Lucidillìmo Stelle!
Quanto felice fer.
Quanto coricfc , e fìdo
AmenilTimo lido !
Qui del Sol tiepidi ardori,
Qui la dolce aura gioconda
Della terra il (cn feconda ,
Di belPcrba , e di ba* fiori j
Qui trafcorrc onda d'argrnto ,
Qui d'Amor mormora il vento.
Cani Dolcecantan gli Augelletti,
Ride il CicI, ridono 1 Prati,
Delle Ninfe i cafti petti
lieto Amor rende beati,,
Nafce Maggio, e muore il Verno ,
il mioduol fol viueeterno.
(9/?» 3là corre il terzo giorno,
Che qui ti viddi, e a me fuclar diccfli,
Anzi mei promettcfti,
La cagion del dolore ,
Che sì i'iimi ti preme , e come, e donde
A4 Muo»
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