Donna saggia può ciò che vuole

(Bologna :  Longhi,  1694.)

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6&
 

ATTO  n.

SCENA   PRIMA;
Camera «

Ftfpina, e Robert»,
 

F
 

Fef   W ' V Inalmentebifognach'io la di¬
ca i. Voi ahri Corti giani  ficee
ranti Dianoli fcatcoati,tormen¬
tate gliàltri , per non aucivoi
bene.
Rob. Eh ragazza, fc tu fa fapcflì giufta,
compatiicft; me, egfialtii : preueggo la
iouiaid;lla Corte , vorrei tiparaiui , e
Rsn poffo,
Ftf. Ohcome non ha da roiiinare altro, che
la Corte, non è pò poi tantoilgran ma¬
le , che s'abbia a fpafimar dalla pena i.fa¬
rebbe peggio fc louinaffero/ le Camere , e
le Sale.
Rf,b, Son più pizzo io à difcorrer reco d^xC-
fari di tanta i»tpot,tanza > mar perdi* ho
bifogno del tuo aiuto mi conuienc auec
pazienza.
Fef. la pazienza fratello farebbe bella , e
buona per noialiic fcruc, ma. in oggi
s'adopra poco, perche come fi fgarra vn
tantino con le padtone , la rabbia faitl
fubito in campo, e particolarmente nel
vcftiile, e acconciar loia ia tefta, le non
^'A                                                  fi
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