Doni, Anton Francesco, Mondi celesti terrestri et infernali

(Venetia :  Appresso N. Moretti,  1583.)

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MONDO PICCOLO.

IN QVESTA PRIMA DICERIA
Si fa conofcere à gli huomini quanto fia dif¬
ficile il fapere le cofe alte,& celefti, & fi mo-
ftra, quanto fia grande la curiofità noflra-.,
con vn difcorfo mirabile dell'huGmo,

L'Effere flato più mefl in quefla fàntafia dì doucr
fapere le] cofe de' Cidi come le fìauano ,fe gli
erano più monàf, (ir feci era mexz^o alcuno da poter
fapere i fecreti più fu che la Luna; mi fece ultimarne
teconferire queflo mìo hKmore,cupricclo,pa%j:^a, à
volontà ch'io mi uogtia dire con gli Ucademici Pere¬
grini, ì quali erano molti huomini uirtuofìper diuer fé
prouìncìe (parfit^c ofi diedi loro il tempo di ritrouarfi,
& con efficaclraglonl morrai quanto foffe bifogno di
adunarftìn luogo, per una delle cofe più importami
che mai s'itdiffe dire. Onde il giorno terminato fi ri-
duflero di più parti del mondo quefli Ucademici Mi¬
rabili , & fatto ilfeggio loro nella inuitiffima Città di
Vinegìa, Tempio di Pace, d'Umore, & Carità :fi
eongregaronoinfitme^.

DU POI che gli hebbero udito quefla mìa re*
glia, parue loro alle prime parole, in queflo Incontro
alla fpreulsìa ch'Io dimandaffi ò cercaffi dì fapere
cofe ìmpoffibilì : pure vi furon alcuni, fi ben curlofi
come me, l quali difiero, chi fa, che non fi troul il mo
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