Capponni, Gino Angelo, Pirimalo

(Roma :  Appresso Alessandro Zannetti,  1623.)

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  argomento



       DELLA  TRAGEDIA.



                AN FR.ANCESCO SAVERIO

                 nuouo ApoftoJodell'India, mentre por-

                 taua il nome di GIESV^ela  luce della

                nfede aU'Oriente, foleuadoppo hauer bat-

                 tezzato gran moltitudine ■d'Infêdeli, co-

                 mandare^che da gli íleiîî foíTero rouina-

                 ti,& abbruciati gl'Idoli loro, Vno di cpe-

fti,che nell'India chiamano Pagodi,fece il  Santo fpczzare

preílb Malaca cittâ maritima de PortogheíLdi la dal Gange,

da alcuni fanciulli nuouaméte battezzati â punto in quel té-

po , quando Daceno Ré degrAcenipopolidelI'iíbla Soma-

tra, che gl*Antichi  chiamauano Aurea Cheríbneíb, non f^l

lungi da Malaca veniua â quella cittâ per trouarfi ad vna etu'

celebre íblennitâ fâtta per l'annual memoria della preía di cuíê.i

lei  .  Menaua lêco il Rc gentile, Pirimalo Prencipe di Cei-f-< **!

lano,occultamente Catecumeno, che poco doppo fuggitoíî

interuenne con gl'altri â ípezzar il Pagode,  Onde volendo

Daceno,primadentrarnellaCittâ  facníîcar all'ldolo, tro-

uollo guaíto,e rouinato;e fpinto dal defideriodi vendicarlo

fu di píû acceío dalle  furie de Brammani, Saui, e Sacerdoti

dell'índiaje de! capo loro larca, quali oltre lafalía religione

tormentaua la perdita dell' ordinarie viuande i{ che portate

 dal popolo,accio fi cibaíle il Pagode.eíîî íecretamente fi go-

 deuano .  Giz. tramaua Daceno naícoílamente la guerra co-

 tro Malaca,nia eífendo lontano l'eífercito, larca , che come

 íbgSiono,era infieme  incãtatore,e Brãmano per forza di Ma-

 giajo fece fubitovenirconrarmata.  Traíîeancoracon altri

 Ré lotani^Turimbalo Padre di Pirimaloje Rêdi Ceilano no-

                                     A  a         bile
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