qual fatto 1'AngioIo cuftode di S.Frãcefco dadofí a vedere pet
ana armato di fulmine,abbatce, e fommerge le naui nemiche.
ScenaOttaua.
SEguitanol'armatavincitrice i trefiumi, eco'Granchi', e
col choro mariao cantando lodano i vincicon.
Scena 'Nona.
EDoro piãge la crcduta morce del fratelIo,corrédo la fama,
chefoiĩeftatodaDaceno vincitore ammazzaro nella_.
giornata nauale. E roentre dí ciô ne vien riprefo da Bramma-
ni, arriua Emanuele con certa nuoua della vittoria de' Porto-
ghefi, della prefa del Rê Daceno, e trionfo di Pirimalo, onde^
addolorati i Brammani, & Edoro allegro parce per auuifarne
il Padre.
IL Choro fefteuoîe, e coronato per Ia vittoria dimoftra,che
per guardia de' Regni,e per vincer grinimici, migiior armc
fia la pietå de gl'huominiSãti,che la forza,e l'ardir de'valoroíi
foldati.
A T T O Q_V I N T O.
Scena Prima.
IArca vedendo' l'infelice fucceflb delle fue frodi, e temendo
il giufto fdegno dc i Rê Daceno , e Turimbalo ridotti in
quel mifero ftato, per hauer feguito il fuo confeglio , fí
duole d'hauer cô tanti fuoi rifchi prefo å difendere il Pagode.
alla fine perô rifolue di profeguir l'imprefa, e perfeguicar S.
Francefco,e Pirimalo.
Scena Seconda.
SI lamencaTurimbalo, che fifianoconuercicele fue vane-»
allegrezze in amare doglie per la vittoria de'Portoghefí;
lo confola larca, promertendoli iicuro il fuggire : ma pnma„»
dice douerfî ammazzar Pirimalo, per abbatter l'orgoglio dc*
vincitori, e per vendicar l'Idoio rouinato.
Scena Terza.
IL Gouernatore inuita il Rê Turimbalo á feíteggiar feco
quel giorno,giá che il fuo ágfio Pirimalo tornaua vitto-
riofo. Arriuano in tantoi vincitori, ofíerifconoâ S. Fran-
cefco,come ad Autor della vittoria,le fpogîie nemiche,i prigio-
ni, e la gtoria della battaglia.Egli ogni cofa ofterifce â Dio, ve-
ro,& pnmo Autord'ogni vitcoria,e fî parce.ll Gouernacore poi
fa fcioglier Daceno prigione â nchieúa di Pirimalo>dandolo ixt
guardia á Turimbalo.
Sccnê
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