Capponni, Gino Angelo, Pirimalo

(Roma :  Appresso Alessandro Zannetti,  1623.)

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  qual fatto 1'AngioIo cuftode di S.Frãcefco dadofí a vedere pet

  ana armato di fulmine,abbatce, e fommerge le naui nemiche.



                     ScenaOttaua.

    SEguitanol'armatavincitrice i trefiumi, eco'Granchi',  e

    col choro mariao cantando lodano i vincicon.



                      Scena 'Nona.

     EDoro piãge la crcduta morce del fratelIo,corrédo la fama,

       chefoiĩeftatodaDaceno  vincitore ammazzaro nella_.

 giornata nauale.  E roentre dí ciô ne vien riprefo da Bramma-

 ni, arriua Emanuele con certa nuoua della vittoria de' Porto-

 ghefi, della prefa del Rê Daceno, e trionfo di Pirimalo, onde^

 addolorati i Brammani, & Edoro allegro parce per auuifarne

  il Padre.

   IL  Choro fefteuoîe, e coronato per Ia vittoria dimoftra,che

    per guardia de' Regni,e per vincer grinimici, migiior armc

 fia la pietå de gl'huominiSãti,che la forza,e l'ardir de'valoroíi

 foldati.



          A  T  T O    Q_V I  N  T O.

                    Scena Prima.

    IArca vedendo' l'infelice fucceflb delle fue frodi, e temendo

      il giufto fdegno dc i Rê Daceno , e Turimbalo ridotti in

      quel mifero ftato, per hauer feguito il fuo confeglio , fí

 duole d'hauer cô tanti fuoi rifchi prefo å difendere il Pagode.

 alla fine perô rifolue di profeguir l'imprefa, e perfeguicar S.

 Francefco,e Pirimalo.

                    Scena Seconda.

    SI lamencaTurimbalo, che fifianoconuercicele fue vane-»

      allegrezze in amare doglie per la vittoria de'Portoghefí;

 lo confola larca, promertendoli iicuro il fuggire : ma pnma„»

 dice douerfî ammazzar Pirimalo, per abbatter l'orgoglio dc*

 vincitori, e per vendicar l'Idoio rouinato.

                    Scena Terza.

   IL Gouernatore inuita il Rê Turimbalo á feíteggiar feco

    quel  giorno,giá che il fuo ágfio Pirimalo tornaua  vitto-

 riofo. Arriuano in tantoi vincitori, ofíerifconoâ S.  Fran-

cefco,come ad Autor della vittoria,le fpogîie nemiche,i prigio-

ni, e la gtoria della battaglia.Egli ogni cofa ofterifce â Dio, ve-

ro,& pnmo Autord'ogni vitcoria,e fî parce.ll Gouernacore poi

fa fcioglier Daceno prigione â nchieúa di Pirimalo>dandolo ixt

guardia á Turimbalo.

                                                Sccnê
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