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BATTISTA
G V A R I N I,
DETTO
IL COSTANTE.
A T^T 0 il Sol di due luci altere,e sate,
Marauiglia del del, gloria del Mondo,
In cui mirando di terreno e immondo
Turo fon fatto, e pellegrino amante.
Tu,chcfcorgeflial dell'anima errante
Tratta già fuor d'oblio cieco, e profondo,
Meco fioflienì Amor sì grane pondo.
Che maggior forfè no'lfoflenne Atlante.
T>{èsì begliocchi,oue turegni.eviui,
Sen^a il tuo nume ardito il mio flil fora
D'erger là ve tu fol volando amiti.
Sì vedrà poi chi minor luce adorai ,
Ch'ogn'altro lume,onde'l tuo foco auuìui,
Qit al più beli 'arde,èdel mio Sole aurora.
B 2 Mentre
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