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GRADENIGO,
DETTO
L'OCCVLTO.
E'begli occhi lucenti i chiari rai,
Ch'à mefurfcmpre sì crudeli efcarfi,
Mentre poteua vn lor dolce girar fi
m Sottrarmi à mille pene, à mille guai,
P ien d'alta inuidia, e diftupor mirai
Cofii corte fi àvn bianco marmo far fi ,
E con diletto tal'in luifermarfit,
Ch'indi digelofia colmo restai.
E pur, [e vago il dolce [guardo amato
Era di cofii freddo,e duro oggetto,
Trouar egualpiacere in mepotea:
Che qual'hor egli àmeft riuolgea,
Via più che Selce immobile, e gelato
Mi feorgeua alfuo incontro il fianco, e'ipetto.
Ben
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