Castelvecchio, Riccardo, La famiglia ebrea

(Milano :  Sanvito,  1861.)

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ATTO  PRIMO
 

Gabinetto nella residenza del commissario pontificio
in Bologna. Porta nel fondo, due altre porte late¬
rali. Uno scrittoio a destra con libri, carte, ecc. ecc.,
un crocifisso e due candele spente. Altri tavolini
con buste conlenenti carte, orologio a pendolo ed
altri ornamenti di lusso.

SCENA PRIMA.

Il Commissario seduto allo scrittoio con in mano
un opuscolo.

Com. In quest'opuscolo del signor De La Guerronière
e compagno, vi è del talento, ma ei lo spreca dietro
un'utopia. Togliere al papa il poter temporale ! sino
che al mondo vi saranno ignoranti il poter tempo¬
rale del clero durerà; e gli ignoranti sono molti
per la grazia di Dio. Sinianto che le baionette au¬
striache proteggono le Romagne io dormo tranquillo
i miei sonni; e se anche venisse un serra serra,
se anche dovessimo momentaneamente evacuare una
porzioncella di territorio, siamo tornati nel 1849,
ritorneremo anche nel 1860. {riflette un istante, poi
getta con ira ^opuscolo sullo scrittoio e si alza).
Questo signor de La Guerronière è però un gran
prepotente! perchè viene egli ad immischiarsi nei
fatti nostri? Eh! peccato che sia a Parigi ed abbia
un cosi buon puntello !.. se facesse un viaggelto
da queste parti !...
 

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