Columbia University Computing History  

John Backus

Pioniere della programmazione computer, Laboratorio Watson IBM all’Università di Columbia 1950-52

John Backus 1950 and 1977

Fotografia a sinistra: da Jean Ford Brennan, "The IBM Watson Laboratory at Columbia University: A History", IBM, Armonk NY (1971). La didascalia dice: "John Backus, leader del gruppo sviluppatore di FORTRAN (1954-57), fu un programmatore SSEC prematuro." Dopo aver servito nell’esercito statunitense durante la Seconda Guerra Mondiale, Backus ottenne il suo BS in matematica presso la Scuola di Studi Generali di Columbia nel 1949 (e penso abbia ricevuto anche un Master, anno sconosciuto). Lavorò al Laboratorio Watson IBM all’Università di Columbia dal 1950 al 1952, fino a diventare direttore del Programming Research Group di IBM ed essere onorato come IBM Fellow nel 1963. Oltre a FORTRAN, Backus sviluppò anche BNF (Backus Normal Form o Backus Naur Form, un’applicazione della grammatica di Noam Chomsky al linguaggio formale dei computer), il linguaggio utilizzato per descrivere formalmente l’ingegneria informatica, e fu l’autore principale dell’Algol 60 Revised Report. Andò in pensione nel 1991. Citazione al premio ACM Turing:

Per i profondi, autorevoli e durevoli contributi per il design dei sistemi di programmazione di alto livello, soprattutto grazie al suo lavoro su FORTRAN, e alla pubblicazione delle procedure formali per la definizione dei linguaggi di programmazione.

John Backus morì nella sua casa a Ashland, nell’Oregon, il 17 marzo 2007. Nel 2004, intrattenni la seguente corrispondenza con lui, dopo essermi presentato:

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Data: Mercoledì 31 marzo 2004 12:06:14 EST
Mittente: Frank da Cruz
Destinatario: John Backus
Oggetto: Storia dell’ingegneria meccanica all’Università di Columbia

Salve John, sono lieto di mettermi in contatto con lei. Dal momento in cui ho iniziato a lavorare presso quello che ancora chiamiamo il laboratorio Watson, lei è diventato un eroe locale.

Mi sono imbattuto per la prima volta nell’ingegneria informatica e in Fortran nel 1965, mentre mi trovavo nell’esercito; giunsi a Columbia nel 1966 (quando IBM si trovava ancora lì, nello stesso edificio in cui siedo ora, ma che al tempo ancora non conoscevo). In quei giorni, il Laboratorio Watson era disseminato di plugboard, scrivanie e piccoli cavi. Possiedo ancora una scrivania in acciaio degli anni ’40, che apparteneva e una pila di manuali EAM (la mia prima esperienza di “programmazione” fu sul 407).

Paul [McJones] mise in rilievo la mia produzione nella storia dell’ingegneria informatica di Columbia:

http://www.columbia.edu/acis/history/
che, come avrà visto, può essere seguita da link infiniti a sotto-pagine relative a persone, oggetti ed eventi, oltre a diversi libri e documenti online. Iniziai a lavorare a questo progetto quando scoprii di essere (quasi) il più vecchio in ufficio, e per questo, la fonte di nostalgia preferita da tutti.

Quando iniziai a scrivere, a ogni modo, divenni sempre più interessato ai tempi del Laboratorio Eckert e Watson, piuttosto che a qualcosa di nuovo. Soprattutto quando iniziai a ricevere telefonate ed e-mail dai veterani dei suoi anni, incluso Herb Grosch, Eric Hankam, Ellie Krawitz, Ken Schreiner e Seymour Koenig, che lei probabilmente ricorderà, così come molti altri degli anni seguenti al suo abbandono. Eric vive ancora nello stesso appartamento, qui dietro l’angolo. Ellie è all’Università di New York. Herb all’Università di Toronto.

Questo posto conserva un immenso patrimonio storico, sconosciuto a Columbia, senza contare il resto del mondo. Per pura coincidenza, quest’anno Columbia festeggia il suo 250° anniversario, e di fatto sono stato scelto come lo storico del computing per l’occasione. Cercando materiale nel sito web di C250:

http://www.columbia.edu/c250/
ad esempio Hollerith (e presto Eckert) come "Cittadini di Columbia in anticipo sui tempi", così come nel testo commemorativo ("Stand Columbia").

Se scorre le pagine della storia dell’ingegneria informatica, vedrà che ho provato a identificare un buon numero di migliori (alcuni discutibili) che possono essere dichiarati da Columbia e/o dal Laboratorio Watson come prime forme di ingegneria informatica automatizzata, l’incontro fondatore dell’ACM, e (nel suo campo da gioco) la SSEC, riguardo cui esiste una scuola di pensiero che crede che questa sia la prima vera struttura informatica di von-Neumann (in cui era in grado di realizzare operazioni di archivio dei programmi e di combinare i dati nello stesso archivio, nonostante non fosse la sua modalità di operazione e nonostante la sua memoria interna fosse ridotta):

http://www.columbia.edu/acis/history/ssec.html
Non voglio dilungarmi troppo, quindi concludo dicendo che sarebbe un onore ricevere una sua risposta e poter incorporare (sotto pagamento, ovviamente) qualsiasi cosa volesse aggiungere, così come sue correzioni. Può trovare uno schema biografico qui:
http://www.columbia.edu/acis/history/backus.html
e vorrei poterlo approfondire, soprattutto in ogni punto riguardante Columbia e il Laboratorio Watson. (c’è una conversazione in corso sul gruppo Alt.Folklore.Computers relativa al luogo delle prime installazioni Fortran. Mi chiedo se è rimasto in contatto con il Laboratorio Watson dopo averlo lasciato e aver mandato l’ultima versione per il loro 650 o NORC.)

Inoltre, se ha qualche notizia di Wallace Eckert, potrei aggiungerlo a questo profilo:

http://www.columbia.edu/acis/history/eckert.html
prima che C250 venga reso pubblico.

Grazie!

- Frank

Frank da Cruz
The Kermit Project
Columbia University
612 West 115th Street
New York NY 10025-7799
USA

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Data: Domenica 11 luglio 2004 15:00:37 -0400 (EDT)
Mittente: Frank da Cruz
Destinatario: "John Backus"
cc: "Dr. Herbert R.J. Grosch"
Oggetto: Columbia Computing History (di nuovo)

Salve John,

Herb [Grosch] mi ha incoraggiato a contattarla di nuovo. Non ho molto da aggiungere al primo messaggio, tranne che ho condotto un buon numero di ricerche dall’ultima volta e, come Herb ha notato, ho ottenuto del nuovo materiale sul tempo di Eckert presso l’Osservatorio Navale:

http://www.columbia.edu/acis/history/navalobservatory.html
http://www.columbia.edu/acis/history/almanac.html
http://www.columbia.edu/acis/history/tableprinter.html

Nonostante questo materiale abbia poco a che fare con Columbia, oltre al collegamento con Eckert, trovo gli anni della Guerra molto affascinanti, forse a causa del fatto che entrambi i miei genitori furono in Guerra e quindi ci sono cresciuto. Avevo anche un piccolo scaffale con almanacchi aeronautici del tempo della guerra!

Proprio ora, stavo scorrendo il materiale riguardo Backus sul web e ho notato alcune analogie:

Come lei (?) ho realizzato una carriera inaspettata nell’ingegneria informatica, ed eccomi qui, 35 anni dopo. Inoltre, Eric Hankam ebbe un’esperienza nell’esercito simile alla sua – trascorse l’intero periodo a scuola! Ho la sua autobiografia qui:
http://www.columbia.edu/acis/history/hankam.html
A ogni modo, sarei davvero lieto se dovesse decidere di contribuire con i suoi ricordi, le sue correzioni o fotografie del suo periodo a Columbia, o qualsiasi cosa relativa a esso. La mia breve biografia di Backus:
http://www.columbia.edu/acis/history/backus.html
è ancora abbozzata, e sono sicuro che la lista della pubblicazione è ancora lontana dall’essere completa (comunque, abbiamo un manoscritto nella nostra libreria di opere rare chiamato “Un approccio astratto al problema dei quattro colori e alla teoria delle mappe”; le appartiene?)

Immagino che il suo progetto principale al Laboratorio Watson fosse SSEC. Questo è quello che possiedo a riguardo:

http://www.columbia.edu/acis/history/ssec.html
Concludo con una sezione intitolata "Il SSEC è stato il primo programma di archiviazione sul computer?” su cui vorrei qualche suo commento. In ogni caso, presso l’Università di stato della Carolina del Nord si trova una vasta collezione preziosa di cimeli del SSEC:
http://www.lib.ncsu.edu/archives/collections/pdf/brooke_mc268.pdf
ma l’unico modo per accedervi è farlo di persona.

Grazie!

- Frank

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Mittente: "john backus"
Destinatario: "'Frank da Cruz'"
Cc: "'Dr. Herbert R.J. Grosch'"
Oggetto: RE: Columbia Computing History (di nuovo)
Data: Domenica 11 luglio 2004 14:26:03 -0700

Salve Frank,

Mi scuso per non aver risposto alla mail precedente, ma l’ho ricevuta il giorno della morte di mia moglie. Da quel momento le cose si sono fatte turbolente. Sono tuttora molto impegnato a modificare e pubblicare il libro quasi concluso, su cui stava lavorando da 7 anni.

Ho esplorato solo una parte del vasto materiale che ha presentato online, ma quello che ho visto è affascinante. È veramente incredibile come è riuscito a ottenere così tanti dettagli. Potrei passare il resto della vita sfogliando i link intriganti che mi ha fornito.

È inoltre meraviglioso come i nostri passi coincidano. E l’Università di Virginia era così anche quando la frequentavo io, sembrava che tutti bevessero fino allo stordimento. Spero che tu non sia stato bocciato come me! Anche la mia “carriera” alla Columbia fu finanziata dalla legge Gl Bill. Mi stavo specializzando in matematica.

Ho trascorso pochissimo tempo al Laboratorio Watson, ma ricordo con affetto il mio periodo sulla SSEC. (anche se penso sia un po’ forzato considerarlo il primo programma di stoccaggio del computer – sebbene uno dei programmi da me realizzati utilizzasse alcune cellule di riserva come fonte di un’indicazione, dopo che parte dei dati veniva lì archiviata.) Spero di poter essere utile in qualche modo.

C’è molto di cui parlare, ma così poco tempo che sarebbe, forse, meglio parlare al telefono. Quando potrei chiamarla?

-- John

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Data: Lunedì 12 luglio 2004 12:44:27 EDT
Mittente: Frank da Cruz <fdc@columbia.edu>
Destinatorio: "john backus" <jbackus1@pacbell.net>
Cc: "'Dr. Herbert R.J. Grosch'" <hgrosch@hotmail.com>
Orgetto: RE: Columbia Computing History (di nuovo)

Mi scuso per non aver risposto alla mail precedente, ma l’ho ricevuta il giorno della morte di mia moglie.

È certamente la cosa peggiore a cui io potessi pensare, mi dispiace. A confronto, la nostalgia per il computer è irrilevante.

Sono tuttora molto impegnato a modificare e pubblicare il libro quasi concluso su cui stava lavorando da 7 anni.

Dev’essere dura. Posso sapere di cosa tratta?

Ho esplorato solo una parte del vasto materiale che ha presentato online ma quello che ho visto è affascinante. È veramente incredibile come è riuscito a ottenere così tanti dettagli. Potrei passare il resto della vita sfogliando i link intriganti che mi ha fornito.

Grazie, è un lavoro fatto con passione – Confesso la mia nostalgia per quei giorni in cui I computer venivano ideati e usati dagli scienziati per risolvere problemi seri, se paragonati all’utilizzo che viene fatto oggi, solo per intrattenimento personale e per l’acquisto di dispositivi.

Quello che più mi piace di questo lavoro, è come richiama la gente che era qui già da tempo. Il sito spunta su una ricerca web, o qualcuno ne parla, e poi mi scrivono e così è come cresce. In aggiunta, ho il piacere di rimettere in contatto ex colleghi di lunga data (con il loro permesso, ovviamente!)

È inoltre meraviglioso come i nostri passi coincidano. E l’Università di Virginia era così anche quando la frequentavo io, sembrava che tutti bevessero fino allo stordimento. Spero che tu non sia stato bocciato come me!

Ho visto la scritta sul muro, e l’ho lasciata prima che accadesse – “non potete licenziarmi, do le dimissioni!” :-)

Anche la mia “carriera” alla Columbia fu finanziata dalla legge Gl Bill. Mi stavo specializzando in matematica.

La legge Gl Bill era fantastica. Senza di essa, non saprei cosa avrebbero potuto fare i miei genitori dopo la Guerra. Mi specializzai in Sociologia, tra tutte le cose, e scoprii presto che nessuno mi avrebbe pagato per salvare il mondo, così – dopo aver fatto l’autista di taxi e altri lavori casuali - finii per lavorare presso la Engineering School di Columbia, nel Dipartimento di Fisica, dove alcuni professori mi presero sotto la propria ala e mi diedero dei compiti di programmazione – in Fortran, ovviamente! – sui loro precoci mini computer, e mi incoraggiarono a seguire dei corsi di laurea. Successivamente, mi laureai senza pagare alcuna retta, fui assunto al Centro Computer, dove ho lavorato fino a oggi; sono esente anche dalle rette dei miei figli, quindi non posso lamentarmi.

Ho trascorso pochissimo tempo al Laboratorio Watson, ma ricordo con affetto il mio periodo sulla SSEC (anche se penso sia un po’ forzato considerarlo il primo programma registrato del computer – sebbene uno dei programmi da me realizzati utilizzasse alcune cellule di riserva come fonte di un’indicazione, dopo che parte dei dati veniva lì archiviata.) Spero di poter essere utile in qualche modo.

Sì, lo so che è un po’ forzato :-)

C’è molto di cui parlare, ma così poco tempo che sarebbe forse meglio parlare al telefono. Quando potrei chiamarla?

In qualsiasi momento, tra le 9:00 e le 13:00 oppure tra le 14:00 e le 18:00, durante le festività di pasqua, tranne questo Giovedì perché ho un appuntamento dal dentista.

1 xxx xxx-xxx Grazie per avermi risposto!

Frank

(Non ebbi più sue notizie dopo questa e-mail.)

Nel 2017, Eleanor Kolchin (prima Krawitz), che aveva passato del tempo tra gli anni ’40 e ’50 nel Laboratorio Watson, osservò “Conoscevo John Backus. Stava lavorando per sviluppare Fortran... Se chiudo gli occhi, riesco ancora a vederlo. Noi [nel Laboratorio Watson] eravamo i primi a utilizzare Fortran. A ogni Natale, organizzavamo una festa, e dal momento che non c’erano molte persone a quel 612 W 116th Street, e avevamo un sacco pieno di regali… ci conoscevamo l’un l’altro. Qualche volta lavorai alla SSEC, stavamo calcolando le orbite dei pianeti esterni… un’operazione di calcolo alla SSEC, e io passavo per controllare i computer del Laboratorio Watson. Chiesi di poter continuare a lavorare in questo Laboratorio, poiché al tempo stavo prendendo un master a Columbia.” (e-mail, 7 aprile 2017)